Microcistine nell’acqua potabile: cosa sapere davvero

Microcistine nell’acqua potabile: cosa sapere davvero

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di fioriture algali negli invasi idrici. Ma cosa succede realmente quando l’acqua cambia odore o sapore? E soprattutto: esistono rischi per la salute?

Facciamo chiarezza.

Indice:

Microcistine nell’acqua potabile

Cosa sono lemicrocistine?

I responsabili sono icianobatteri, microrganismi fotosintetici conosciuti impropriamente come “alghe verdi-azzurre”. In determinate condizioni ambientali possono proliferare rapidamente generando il fenomeno chiamatoblooming(fioritura).
Tra le specie più studiate troviamo la Microcystis aeruginosa, capace di produrre una tossina chiamatamicrocistina, sostanza potenzialmente pericolosa per l’organismo umano.

Perché si verificano le fioriture algali?

La proliferazione dei cianobatteri è favorita da:
  • Alte temperature
  • Forte irraggiamento solare
  • Acque stagnanti o con scarso ricambio
  • Presenza di nutrienti (azoto e fosforo provenienti da fertilizzanti o scarichi)
Nei bacini artificiali e negli invasi utilizzati per l’approvvigionamento idrico, questi fenomeni si verificano soprattutto in tarda primavera ed estate.
Gli acquedotti monitorano costantemente la situazione attraverso controlli analitici rigorosi.

ODORE Microcistine nell’acqua potabile NON TOSSICO/TOSSICO

Odore di muffa nell’acqua: è pericoloso?

Quando l’acqua di rete presenta un odore di terra o muffa, nella maggior parte dei casi è dovuto allageosmina, una sostanza prodotta anch’essa dai cianobatteri.
⚠️ La geosminanon è tossica, ma indica che è in corso una fioritura.
Importante:
la presenza di geosminanon implica automaticamentela presenza di microcistine. Solo analisi di laboratorio possono confermarlo.

Microcistine e salute: quali rischi?

Le microcistine sono tossine epatotossiche. Anche a basse concentrazioni possono:
  • Interferire con gli enzimi epatici (inibizione delle fosfatasi)
  • Coinvolgere reni e apparato gastrointestinale
  • In casi di esposizione prolungata, essere oggetto di studi per possibili correlazioni con patologie tumorali
La forma più monitorata è lamicrocistina-LR.

Qual è il limite di legge?

Il Decreto Legislativo 18/2023ha recepito la Direttiva Europea sull’acqua potabile introducendo un valore limite per la microcistina-LR pari a:
1 microgrammo per litro (1 µg/L)
Questo parametro garantisce un elevato livello di tutela sanitaria.

PROCESSI DI RIMOZIONE Microcistine nell’acqua potabile

Come si eliminano le microcistine?

A livello acquedottistico

I gestori utilizzano processi avanzati come:
  • Coagulazione e sedimentazione
  • Carbone attivo granulare
  • Ultrafiltrazione
  • Ossidazione controllata
Il trattamento varia a seconda che la tossina sia ancora contenuta nel batterio o già disciolta nell’acqua.

In ambito domestico

La strategia dipende dall’obiettivo:
Rimozione dei cianobatteri:
Filtrazione a carbone attivo combinata con ultrafiltrazione
Rimozione delle tossine disciolte:
Sistemi aosmosi inversa, tecnologia attualmente più efficace in ambito domestico per l’abbattimento delle microcistine

QUANDO ANALIZZARE L'ACQUA - Microcistine nell’acqua potabile

Quando è il caso di fare controlli?

🔹 Se utilizzi acqua di acquedotto

Un eventuale odore sgradevole è generalmente solo un problema organolettico. I controlli pubblici sono sistematici.

🔹 Se utilizzi serbatoi di accumulo

Qui il rischio aumenta: acqua stagnante + temperature elevate = ambiente favorevole alla proliferazione.
In caso di odore persistente è consigliabile un’analisi microbiologica.

🔹 Se utilizzi pozzi o fonti autonome

Leanalisiperiodiche sono fondamentali, almeno una volta l’anno.

💧 Conclusione

La sicurezza dell’acqua potabile è una priorità sanitaria.
Informarsi è importante, ma lo è ancora di più scegliere soluzioni tecnologiche adeguate quando necessario.

Non aspettare che un problema si presenti.
Verifica oggi la qualità della tua acqua.

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